Baden-Württemberg ist Rock!
Eccoci di nuovo in partenza, alla volta della Germania, precisamente per il Baden-Württemberg. Questo si che è un piccolo tour nato per caso, anche se sono anni che dico di voler andare a fare le terme nella piccola cittadina di Baden-Baden. L’antefatto che ha dato luogo a questo tour è stato il concerto degli AC/DC: in Italia i biglietti delle due date di Marzo, previste al Mediolanum Forum, vanno sold-out nel giro di poco più di un’ora e Mario non riesce ad accaparrarsi nulla.
Cerca, prova e riprova, scandaglia internet fino a quando viene annunciata la data del 22 Maggio a Hockenheim, impossibile perdersi questo evento, probabilmente l’ultimo tour del mitico gruppo australiano! Detto fatto Mario compra i biglietti su e.Bay e visto che andiamo in Germania quale occasione più ghiotta per fare anche uno dei nostri giri?
Partiamo giovedì mattina di buon’ora e attraversiamo tutta la Svizzera in macchina. Dopo la città di Zurigo, ci fermiamo per una tappa a Sciaffusa, bella cittadina al confine con la Germania. Qui si possono ammirare le cascate del Reno, incantevoli, affascinanti e soprattutto, visto il rigido e piovoso inverno appena passato, ricchissime d’acqua, non per niente sono le più grandi d’Europa. La giornata è splendida e molto calda.
Giriamo intorno alle cascate per poterle ammirare da diverse prospettive. I’area è molto verde e le cascate sono davvero impetuose. Dopo un’oretta decidiamo di andare a fare un giro in città e scovare un bel posticino dove pranzare all’aperto. La cittadina si presenta immersa nel sole con la caratteristica architettura mitteleuropea: stile fachwerkhaus, colori a pastello e tetti spioventi.
Sciaffusa è, come piace dire a me, ordinata e pulita; il sole comincia a farsi sentire, la giornata si prospetta caldissima, non avrei mai pensato di trovare trenta gradi così a nord. Dopo una passaggiata in centro, optiamo per un bel locale con i tavoli all’aperto sulla piazza principale e ci mangiamo un’ottima insalata accompagnata da una fresca birretta.
Ripartiamo alla volta della Germania, puntando sulla città di Tübingen, ma prima facciamo tappa al Burg Hohenzollern, il castello avito della dinastia Hohenzollern. Il Burg si trova in una posizione spettacolare, domina un’ intera valle. Io prendo lo shuttle bus che porta fino in cima, a causa di una recente distorsione alla caviglia. Mario invece prende il sentiero e dopo dieci minuti ci incontriamo all’entrata del castello: io fresca come una rosa, lui accaldato e sudato.
Compriamo i biglietti e siamo subito dentro, diamo un’occhiata alle strutture esterne del maniero e aspettiamo la visita guidata. Il castello è bellissimo, quasi meglio dei famosi castelli bavaresi di Neuschwanstein e Hohenschwangau. La visita guidata dura circa quarantacinque minuti e usciti dagli appartamenti, ci godiamo l’esterno e la vista sulla vallata. Mentre siamo all’interno, fuori ha tempestato furiosamente, ora però il cielo è nuovamente azzurro e limpido.
Sono le cinque e ci rimettiamo in macchina, arrivando nella città universitaria di Tübingen in breve tempo. Effettivamente deve avere piovuto parecchio, le strade sono ricoperte di detriti, erba e rametti. Troviamo subito l’albergo, che dista dieci minuti scarsi a piedi dal centro storico. Ci sistemiamo in una bella e spaziosa camera. Ci facciamo una bella doccia, cambio d’abito e siamo pronti per andare a cena e visitare il centro storico di Tübingen.
Subito ci colpiscono le decine, anzi le centinaia di biciclette parcheggiate in città, in ogni angolo, in ogni piazza e in ogni via ci sono biciclette chiuse e parcheggiate. Nel frattempo, torme di ciclisti sfrecciano per i vicoli del centro e per le piste ciclabili. Tübingen non ci delude, ha un bel centro storico pedonale con graziose piazzette, canaletti pittoreschi e romantici vicoletti acciotolati.
Fatichiamo a trovare un ristorante, ci sono solo locali dove mangiare qualcosa di veloce o bere birra. Del resto è una città che vive sulla presenza della popolazione studentesca e mediamente gli universitari sono squattrinati. Finalmente scoviamo un piccolo ristorantino, gestito da un italiano, un signore sardo di Nuoro. Ceniamo all’aperto con tipici piatti tedeschi e un’ottima birra, c’è luce fino a quasi le dieci. Rientriamo in albergo stanchissimi e soprattutto prima di un temporale, il cielo si è coperto, mentre tuoni e lampi si scatenano.
Venerdì mattina ci svegliamo per le otto e dopo un’ottima colazione partiamo alla volta di Heidelberg, una delle città universitarie più importanti e sede della più antica università tedesca. Arriviamo in un paio d’ore, andiamo subito in albergo per lasciare i bagagli, parcheggiamo l’auto e poi a piedi raggiungiamo il centro storico.
Visitiamo la cattedrale e il vecchio ponte sul fiume Neckar, passeggiamo per la lunga Hauptstrasse dell’Altstadt e saliamo fino al castello da cui si gode una vista impagabile. Per arrivarci, prendiamo una teleferica. Scendiamo dal castello nel primo pomeriggio, Mario vuole fare una salto al negozio G-Star e dopo una breve sosta, riprendiamo la via dell’albergo. Prendiamo possesso della camera, ci cambiamo e ripartiamo alla volta del concerto.
Il villaggio di Hockenheim dista solo una ventina di chilometri da Heidelberg e in pochi minuti arriviamo nell’area dell’ Hockenheimring, l’autodromo dove gli AC/DC terranno il loro spettacolo. Ci colpisce da subito l’efficienza germanica, tutta rivolta all’organizzazione dell’evento, che vede coinvolti decine di poliziotti e steward. Parcheggiamo in un gigantesco prato, dove orde teutoniche bevono, prendono il sole e si rilassano in attesa della serata e dell’inizio del concerto.
Per arrivare nell’area del concerto, attraversiamo a piedi un elegante quartiere residendiale, seguito da un campeggio pieno di gente bizzarra che canta, beve, ascolta musica e fa casino in generale. Dopo dieci minuti di camminata arriviamo nell’area del Hockenheimring, ci sono decine di chioschi dove mangiare e migliaia di persone. L’età media è abbastanza elevata, ci sono figli accompagnati dai padri rocchettari e intere famigliole.
Mangiamo un paio di panini con bratwurst, beviamo una birra fresca ed entriamo. Abbiamo i posti prenotati nella tribuna H. Oggi fa più caldo di ieri e per fortuna la tribuna è all’ombra. In men che non si dica si riempie il Ring e inizia lo spettacolo: dopo i due gruppi di supporto, ecco finalmente gli AC/DC! Assistiamo a due ore di concerto adrenalinico con tanto di fuochi artificiali in conclusione. Bello, organizzato bene, mi piace e mi diverto molto.
Riprendiamo la via di casa, temiamo di non trovare la macchina al buio, ma ovviamente il parcheggio è illuminato a giorno. La polizei ci fa uscire dall’area in men che non si dica, chiudendo le strade alle altre auto e agevolando il deflusso del traffico del concerto. In meno di trenta minuti siamo in albergo, incredibile. Sabato mattina ci alziamo con più calma, facciamo colazione e partiamo alla volta di Baden-Baden, elegante e aristocratica cittadina termale e porta della Foresta Nera.
Fortunatamente il tempo ci regala un’altra giornata calda e soleggiata. Andiamo subito in albergo per depositare i bagagli. La nostra pensioncina si trova su di una collina, da cui si gode di una panorama che domina tutta la città. L’albergo è una vecchia dimora aristocratica che un tempo doveva essere veramente lussuosa. Lasciati i bagagli, andiamo verso il centro passando davanti alla Trinkhalle.
Baden-Baden è veramente bella, un centro pedonale ricco di negozi e locali, gente elegante che vaga per le sue vie, parchi e zone verdi ovunque, le colline della Foresta Nera da contorno. Arriviamo davanti al Friedrichsbad e decidiamo di approfittarne subito, regalandoci tre ore di totale relax. Le terme sono situate in un palazzo storico, regna lo stile liberty, piastrelle colorate e vetri decorati con scene di natura varia e soggetti ornitologici.
Attraversiamo ben diciassette ambienti differenti tra zone calde, zone umide, vasche di acqua termale a varia temperatura, che terminano nel grandioso atrio dal soffitto a cupola. Semplicemente meraviglioso, io mi regalo anche un massaggio umido con il sapone alla fragola. Oggi poi giornata mista, uomini e donne insieme, nudi come madre natura li ha fatti! In ogni ambiente le persone si rilassano e regna il silenzio.
Il percorso benessere si conclude in una camera senza luce, dove avvolti in morbidi e caldi teli ci si rilassa sopra dei lettini, qui mi assopisco per una buona mezzora. Quando mi sveglio le tre del pomeriggio sono già passate da un pezzo e Mario è fuori all’aperto che mi aspetta. Lo raggiungo e visto che non abbiamo pranzato ci facciamo un gelatone in una bella gelateria.
Poi scatta lo shopping per me, mi faccio due paia di pantaloni sportivi da viaggio Jack Wolfskin e un bellissimo paio di infradito in pelle nera comodissime. Rientriamo in albergo, ci cambiamo e dopo un attimo di relax scendiamo di nuovo in città per la cena. La serata è calda quindi ceniamo in un biergarten con specialità tipiche bavaresi e l’immancabile birra. Disquisiamo sul concerto di ieri sera, sull’operosità tedesca e sulle bellezze germaniche in generale.
Intanto, visto il successo di questo viaggio, sta già nascendo un altro progetto, un altro viaggetto. I Rammstein, dopo ben quattro anni di pausa, tornano in tour e inspiegabilmente non ci sono date italiane, allora perchè non andare in Alsazia sotto Natale, approfittandone magari per visitare i tipici mercatini di natalizi? Detto fatto… ecco la data, Strasburgo 3 Dicembre 2009, coming soon!
La domenica mattina ripartiamo da Baden-Baden, rientriamo a casa, ma prima facciamo un’ultima tappa a Freiburg im Breisgau, terza cittadina universitaria del Baden-Württemberg. Anche qui centinaia di biciclette e decine di piste ciclabili. Freiburg è carinissima e si trova praticamente ai bordi della Foresta Nera. Particolari i suoi monumenti principali, come il Freiburger Münster con la sua torre alta centosedici metri e le porte cittadine, la Schwabentor e la Martinstor.
La sua particolarità sono i canaletti d’acqua che la percorrono, rivoli e rivoli per tutta la cittadina. Andiamo in lungo e in largo per il suo centro storico, tutto pedonale, attraversiamo piazze, vicoli e quartieri. Veramente carina. Il tempo scorre veloce ed è ora di rimettersi in viaggio sulla via di casa.
Postato in Travel | Commenti(0) | Permalink
La Roma dei Papi
Mercoledì mattina la passiamo visitando i Mercati di Traiano, che raggiungiamo giungendo a piedi attraverso vicoli e stradine di questa meravigliosa città. La mattina presto, il centro di Roma è bellissimo, i turisti sono ancora pochi e le viuzze lastricate di sanpietrini sono godibilissime. Perdiamo qualche minuto per fotografare qualche scorcio particolare e arriviamo all’immenso e antico “centro commerciale” di Traiano. Incredibile come si sia conservato, ed è ancora abitato! Da una popolosa colonia felina, che provvede a tenere alla larga gli odiosi topastri.
Dalle gallerie dei mercati si vedono la colonna Traiana, il Vittoriano, tutta l’area dei Fori e il Colosseo. Subito fuori dai mercati scendiamo per la Salita del Grillo, proprio lui, il marchese romano, immortalato da Alberto Sordi nell’omonimo film. Qui, Onofrio del Grillo aveva uno splendido palazzo settecentesco, collegato a un’adiacente torre medievale.
Oltrepassiamo la casa dei Cavalieri di Malta e ci addentriamo in quello che era l’antico e popolare quartiere della Suburra romana, ora facente parte del rione Monti. Dopo esserci lasciati trascinare dal fascino di questo quartiere, arriviamo davanti alla basilica di San Pietro in Vincoli, dove oltre che alle leggendarie catene che tennero prigioniere San Pietro, si trova uno dei capolavori dell’umanità: il Mosè di Michelangelo.
Mario, preso da estasi artistica, scatta qualcosa come un centinaio di foto! Per fortuna che abbiamo la fotocamera digitale. Subito alla sua sinistra, c’é la sede della facoltà di Ingegneria, noi ne approfittiamo per mischiarci agli studenti in pausa e ci facciamo una buona pizza rustica. Proseguiamo la visita entrando nel parco di Traiano, dove ci sono i resti della leggendaria Domus Aurea di Nerone, chiusa però per restauri, peccato mi sarebbe piaciuto molto poterla visitare.
Procediamo allora verso la basilica di San Giovanni in Laterano, breve sguardo alle mura aureliane e a porta San Giovanni, poi via dentro la chiesa dove visitiamo anche il chiostro con le bellissime decorazioni cosmatesche. Da San Giovanni in Laterano raggiungiamo la basilica di Santa Maria Maggiore e successivamente piazza della Repubblica, abbellita dalla grande fontana delle Naiadi che a suo tempo suscitò scalpore per la sensualità delle statue.
Entriamo nella basilica di Santa Maria dei Santi e degli Angeli, costruita nell’aula centrale delle terme di Diocleziano, che oltraggio, magnifiche terme trasformate in luogo di culto! Nella basilica sono sepolti diverse personalità del passato e c’è una gigantesca meridiana, lunga più di quaranta metri. Risaliamo per via XX Settembre per arrivare fino a porta Pia, dove andiamo alla ricerca dell’omonima breccia, da cui i bersaglieri del Generale Cadorna penetrarono nella città, ponendo fine nel 1870 allo Stato Pontificio e annettendo Roma al Regno d’Italia.
Tornando verso Monte Citorio, passiamo di fianco ai suggestivi Horti Sallustiani e dopo un ottimo gelato di Giolitti, andiamo a piazza del Popolo perché Mario vuole a tutti i costi visitare la Basilica di Santa Maria del Popolo. Questa sera niente trattorie locali, ci limitiamo ad una pizzetta. La giornata di Giovedì è interamente dedicata al Vaticano e poichè giochiamo praticamente in casa ci alziamo con comodo.
Alle dieci abbiamo prenotato la visita ai Musei Vaticani: la Galleria delle Carte Geografiche, le meravigliose Stanze di Raffaello, le grandiosa Cappella Sistina, la Pinacoteca Vaticana, il Museo Chiaromonti, il Museo Gregoriano e il Museo Pio Clementino. Ne usciamo nel primo pomeriggio, esausti e affamati. Mangiamo una pizza rustica e andiamo in piazza San Pietro, dove si snoda un lungo serpentone di persone, che fanno la fila per entrare nella basilica.
La piazza è completamente chiusa per i preparativi della Pasqua. Il colonnato del Bernini è imponente e abbraccia tutta la piazza, la Basilica stessa sovrasta ogni cosa. Del resto il suo cupolone è ben visibile da ogni punto della città. La fila è scorrevole, per le tre riusciamo a entrare in San Pietro, che purtroppo è solo parzialmente visitabile, a causa dei suddetti preparativi pasquali.Cerchiamo di sgattaiolare ma più di tanto non ci si riesce, riusciamo comunque a vedere la Pietà di Michelangelo e il baldacchino del Bernini.
Decidiamo di uscire e salire sulla Cupola, ma anche qui la gente è talmente tanta che dopo una lunga fila arriviamo in cima, ma è praticamente impossibile girare, poi nella migliore tradizione italiana, o vaticana in questo caso, il caos regna sovrano, la gente gira in entrambi i sensi, insomma un casino, quindi decidiamo di scende dopo un faticossisimo giro della Cupola. Una volta raggiunto il suolo, ci dirigiamo alle tombe dei Papi, non sono tantissime, però vediamo quella di Giovanni Paolo II, ricoperta di fiori e bigliettini.
Appena in tempo, sono già le cinque e oggi chiude tutto in anticipo, perchè fervono i preparativi per la Pasqua. Decidiamo allora di tornare al nostro bed and breakfast, quando a un tratto… ma cosa succede? Sirene, polizia, carabinieri, gente che grida, elicotteri… corri, corri che arriva il papa. Il papa? Ma si, sta per uscire! Va alla basilica di San Giovanni in Laterano per la cerimonia della lavanda dei piedi. Ecco la scorta che parte, arriva una mercedes blu blindata, targata SCV 1, vetri scuri. Joseph! Joseph! Il vetro è abbassato. E’ proprio lui! E ci saluta!
Questa sera torniamo in centro, visto che durante la giornata siamo rimasti in zona. Vogliamo cenare in un classico trappolone per turisti, come ci piace definirli, e poi girare per le piazze più belle di Roma al tramonto e di notte. Eccoci di nuovo in piazza Navona e poi in Campo dei Fiori alla luce arancione e rossa del tramonto, passeggiamo per il centro e all’imbrunire scorgiamo in lontananza il Colosseo, il mercati di Traiano e i Fori.
Per cenare scegliamo un localino in un vicolo dietro piazza Navona, i camerieri sono gentili e il posto è tranquillo. Ceniamo all’aperto, la serata è bellissima e quasi estiva. Dopo cena classico gelatone da Giolitti, capatina in Fontana di Trevi e in via Condotti, per tornare di nuovo in piazza di Spagna con la bella Barcaccia del Bernini, non più ancora assediata dalle orde di turisti diurni.
La scalinata di Trinità dei Monti invece è sporca e trascurata, ci sono i resti di bottiglie, carte di panini e rifiuti vari. Saliamo fino alla chiesa ammiriamo la piazza dall’alto, proseguendo poi per il Pincio, dalla cui terrazza ammiriamo piazza del Popolo praticamente deserta rispetto al giorno, quando orde di ragazzi affollano i sagrati delle sue tre chiese, i gradini della fontana e la piazza. Stanchi morti torniamo verso casa. Domani è l’ultimo giorno.
Venerdì abbiamo in programma le terme di Caracalla e le catacombe di San Callisto con breve passeggiata sull’Appia Antica. Anche oggi sveglia con comodo, prendiamo la metropolitana e arriviamo a porta San Paolo, ma prima di andare alle terme, facciamo qualche foto alla Piramide Cestia, l’eccentrica tomba di un antico notabile romano. Raggiungiamo le terme di Caracalla, ed entriamo nel gigantesco complesso, dove è possibile vedere ancora dei mosaici dell’epoca.
Ci rilassiamo sui prati appena rasati e dopo essere usciti dalle terme, prendiamo il vecchio tracciato dell’Appia Antica per raggiungere le catacombe di San Callisto. E’ ormai mezzogiorno e quando arriviamo le catacombe sono chiuse, aspettando l’apertura pomeridiana, ne approfittiamo per visitare le Fosse Ardeatine, luogo dell’eccidio nel marzo del 1944 di trecentotrentacinque italiani, all’epoca dell’occupazione nazista. Il luogo è molto toccante e oltre alle cave dove avvenne l’episodio, si possono visitare le tombe dei caduti.
Dopo esserci riposati un’oretta, siamo di nuovo in fila per il biglietto per le catacombe. Ci accompagna padre Paolo e dopo una breve spiegazione sulla storia delle catacombe, scendiamo a dodici metri sotto il suolo. Le catacombe hanno una temperatura costante, sia in estate che in inverno di quindici gradi. Sono un luogo molto suggestivo, formato da un reticolato di passaggi e locali sotterranei, che si sviluppano su diversi livelli. Ci sono molte tombe, singole o di famiglia, riconoscibili poi le tombe dei bambini, piccoli loculi scavati nel tufo.
Terminata la visita e usciti dalle catacombe, prendiamo un pullman al volo che ci riporta in centro, praticamente di fianco al Colosseo. Dedichiamo il pomeriggio al relax, passeggiando per le vie dello shopping. Un ultimo saluto ai maggiori luoghi di Roma, inclusa San Pietro, e verso le sette ci dirigiamo verso casa. Stasera si torna a cenare al Gallobrillo, un ultimo piatto di gricia per onorare la vacanza romana!
Anche questa vacanza è giunta al termine e il bilancio è assolutamente positivo. Roma è una città unica, ricca di storia e monumenti, un città meravigliosa che ci ha lasciato con un ottimo ricordo. L’abbiamo trovata decisamente migliorata e ben organizzata, rispetto a nostre precedenti esperienze. Le persone che lavorano a contatto con il pubblico, parlano diverse lingue, cosa non banale per l’Italia. I diversi siti sono ben organizzati per le visite, ma soprattutto per ricevere milioni di turisti.
Abbiato trovato la città pulita e nei luoghi e nelle piazze principali, abbiamo notato la presenza fissa di polizia locale e la nettezza urbana, sempre all’opera. Nei locali non abbiamo mai avuto la sensazione che si volesse fregare il turista, come invece spesso capita. Le trattorie offrono sia acqua minerale a pagamento che acqua del rubinetto gratis, e anche questo non è banale. Roma è ricca di fontanelle e in ogni dove puoi abbeverarti, l’acqua è buonissima e noi non abbiamo mai speso un centesimo di euro per bere.
Per non parlare della cucina, ci siamo fatti certe mangiate da non dimenticare. Piatti giganti di carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia, giusto la puttanesca è mancata all’appello. Pizza rustica a non finire per pranzo, ottima ed economica, così come i tramezzini. Prezzi ottimi in ogni dove, ad eccezione del caffè shakerato in Campo dei Fiori. Insomma noi che siamo esterofili e in genere apprezziamo di più il Nord, questa volta siamo rimasti incantati da Roma.
Unico neo il traffico e le migliaia di macchine e scooter, che sostano ovunque nelle piazze, nei vicoli o che sfrecciano per le vie del centro. Alcune vie, come quelle dello shopping, dove la gente praticamente cammina per strada e ostacola le macchine, dovrebbero essere chiuse al traffico. Fate attenzione poi agli attraversamenti pedonali, capita che il semaforo verde significhi poco. I mezzi pubblici onestamente non li abbiamo praticamente usati, avendo girato sempre a piedi, quindi non esprimiamo giudizi. Insomma non si finisce mai di imparare.
Postato in Travel | Commenti(0) | Permalink