Edimburgo, la capitale della Scozia
Ve la ricordate l’estate del 2003? Fu un’estate bollente, caldo torrido, di notte si faticava a dormire. Noi decidemmo di andare al Nord a Luglio e di passare tre settimane a zonzo per la Scozia. Ecco il racconto di quel meraviglioso viaggio!
Ho sempre desiderato girare le isole britanniche. L’ Irlanda, la Scozia, l’Inghilterra e il Galles sono nel mio immaginario da quando ero bambina e Mario condivide questa mia passione. Tutto quel verde, borghi medioevali, animali al pascolo, pittoreschi villaggi di pescatori e gente sempre molto cordiale.
Adoro questi posti, nonostante il tempo sia in genere decisamente inclemente. Partiamo alla volta di Edimburgo, la capitale della Scozia, organizzati e pronti, ma nonostante questo… sempre dimentichi di qualche dettaglio, qualche attrezzo. Volo Ryanair fino a Londra e poi volo Easyjet su Edimburgo. Siamo carichi di aspettative e di bagagli.
I primi quattro giorni li passiamo a Edimburgo in un bellissimo bed & breakfast: Casa Buzzo. Il nostro bed & breakfast è gestito da una coppia di anziani signori italiani, originari dell’Appennino parmense, infatti Buzzo non è il loro cognome, ma il nome del paesino da dove provengono. La camera è spaziosa e pulita, la colazione è davvero generosa e la casa si trova in una zona residenziale di Edimburgo, proprio a ridosso dell’Arthur’s Seat e delle colline dei Salisbury Crags.
Troviamo il clima molto mite per essere la Scozia, ma del resto fa caldissimo in tutta Europa, e quindi anche qui, come abbiamo modo di scoprire con il passare del tempo, troviamo un clima straordinario. Una mattina appare la nebbia, la città ci appare avvolta in una coltre bianca, sembra di essere a Novembre a Milano, ma i gabbiani ci riportano alla realtà, subito dopo pranzo si dirada ed esce un caldo sole.
Il cielo è straordinario, sembra più vicino, di notte è molto luminoso e pieno di stelle, di giorno è di un bel azzurro intenso, con le nuvole che si rincorrono; il tempo cambia continuamente, con una frenetica alternanza tra pioggia e sole tutti giorni, è veramente straordinario.
La Scozia è un susseguirsi di paesini, minuscole stradine di campagna e colline verdissime con migliaia e migliaia di pecore al pascolo. La luce estiva è incredibile, dalle cinque di mattina fino a sera inoltrata.
Adeguandoci agli orari e alle abitudini scozzesi, ceniamo molto presto, intorno alle sei di sera, ma grazie al fatto che il buio arriva quasi verso le undici, è possibile gironzolare fino a tardi. Il suono delle cornamuse e le ballate scozzesi ci accompagnano per tutto il viaggio.
A Edimburgo visitiamo il castello e la medievale Old Town, che si raccoglie lungo il Royal Mile, l’asse stradale che passando per Castlehill, Lawnmarket, High Street e Canongate, collega Castle Rock all’Holyrood Palace, residenza di rappresentanza della corona britannica in città. Il Royal Mile è un susseguirsi di palazzi storici, edifici governativi, musei, gallerie, monumenti, ristoranti, pub e negozi di chincaglio turistico.
Il castello è una fortezza impressionante, che domina la città dall’alto di una collina di origine vulcanica. E’ molto grande, praticamente una cittadella medievale, conservato ottimamente, è sede di diversi musei e nella piazza d’armi antistante l’entrata, l’Esplanade, si svolge ogni anno la manifestazione dell’ Edinburgh Military Tattoo.
Di grande interesse è anche la Crown Room, dove sono custoditi i gioielli della corona scozzese, tra cui la leggendaria Stone of Scone, la Pietra del Destino, sulla quale venivano incoronati tutti i re scozzesi fino a quando Edoardo I non la portò a Londra. E’ stata restituita alla Scozia e agli scozzesi solo nel 1996.
Scaliamo l’Arthur’s Seat, il punto più alto dei Salisbury Crags nonché improbabile luogo di incoronazione di Re Artù, e veniamo ripagati dal panorama che spazia fino al Firth of Forth. Visitiamo le vie perpendicolari della New Town, eredità urbanistica dell’epoca georgiana, e i dintorni di Princes Street con il monumento gotico vittoriano a Sir Walter Scott, salendo poi in cima alla Calton Hill.
Qui riposiamo le nostre stanche membra, ammirando un altro panorama della città e assistendo praticante a un matrimonio scozzese con tanto di sposo in kilt e damigelle d’onore. Con mio immenso piacere, scopriamo che in un albergo, stile tenuta di campagna nobiliare, vicino al nostro bed & breakfast, sono ospiti le Highland Cattle, le bellissime mucche rosse e pelose, tipiche degli altopiani scozzesi.
Visitiamo il National Museum of Scotland, il quartiere di Cowgate e ci rilassiamo al Royal Botanic Garden. Dedichiamo un pomeriggio a una lunga camminata dal centro di Edimburgo fino a Leith, la cittadina portuale inglobata nell’area urbana di Edimburgo. Attraversiamo diversi quartieri popolari fino ad arrivare nella zona residenziale, ormai del tutto riqualificata, dove decenni fa sorgevano i docks.
Ora ci sono schiere di palazzine eleganti, costruite ai bordi dei canali navigabili che portano al porticciolo turistico, e un enorme centro commerciale che copre la sagoma del Royal Yacht Britannia, ormai in disarmo e trasformato in museo galleggiante.
Edimburgo è veramente carina e ordinata, ben tenuta e ben conservata. Ha un centro raccolto e si può tranquillamente girare a piedi. Abbiamo passato quattro giorni pieni e intensi, ne sanno qualcosa i nostri piedi, ma abbiamo avuto modo di scoprirla e di viverla a fondo. All’alba del nostro quinto giorno in Scozia, prendiamo la nostra macchina a nolo, una Peugeot 206, e dopo che Mario riesce a impratichirsi con la guida a sinistra, partiamo alla volta del Fife, uno dei leggendari regni dei Pitti.
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