Reise Reise
Domani si riparte, direzione Alsazia. Come abbiamo fatto per il viaggio in Baden-Württemberg dello scorsa primavera, anche in questo caso ci siamo organizzati per raccogliere ben tre piccioni con una fava! Dato che siamo riusciti ad acquistare un paio di biglietti per una data del tour, già sold-out, dei Rammstein a Strasburgo, abbiamo di conseguenza organizzato un lunghissimo week-end alla scoperta dell’Alsazia.
Visiteremo Strasburgo, Colmar e i tipici villaggi della classica Route des vins d’Alsace e sicuramente ne approfitteremo per assaggiare le specialità gastronomiche e i rinomati vini. E non da ultimo, visiteremo finalmente tutti i mercatini di Natale che troveremo sulla nostra strada, facendo indigestione di dolcetti alla cannella e riscaldandoci con del buon vin chaud. On arrive!
Postato in Thinking | Commenti(0) | Permalink
Versailles, il Louvre e Montmartre
Con grave e ingiustificato ritardo, pubblichiamo la seconda parte del racconto del nostro soggiorno parigino nella primavera del 2004.
Martedì, ecco una giornata nata per caso. La sera prima decidiamo che avremmo visitato il Centre Georges Pompidou, noto anche come Beaubourg, quindi la mattina di buon’ora ci dirigiamo, attraverso il quartiere Les Halles verso il museo. Tappa alla chiesa gotica di Saint Eustache, foto di rito alla fontana con sculture d’arte moderna e… il Centro nazionale d’arte e cultura Pompidou è chiuso! Cavoli che facciamo? Non ci perdiamo d’animo, in meno di cinque minuti cambiamo programma, decidiamo di prendere il treno e di andare a visitare la Reggia di Versailles.
Passiamo qui gran parte della giornata: visitiamo gli appartamenti reali, la galleria degli specchi e i bellissimi giardini. Nel parco di Versailles visitiamo le Grand e le Petit Trianon, due eleganti palazzi fatti costruire per sfuggire alla confusione della corte. Dopo tanto camminare, ci sdraiamo al sole per rilassarci e per godere del tepore primaverile, vicino a una sfarzosa fontana nei giardini di Versailles. Che giornata! il tempo regge, c’è sempre il sole e non abbiamo ancora incontrato una nuvola o la pioggia. Questa si che è fortuna.
Il giorno dopo, mercoledì, facciamo quello che avremmo dovuto fare come da programma precedente, ossia visitare il Centre Pompidou con la mostra di Mirò, ma solo nel pomeriggio. La mattina la dedichiamo alla visita di Place des Vosges, una bellissima piazza quadrata situata nel Marais, con in mezzo dei giardinetti e la statua equestre di Luigi XIII e su ogni lato eleganti palazzi a mattoncini rossi tutti uguali. Prendiamo la metropolitana e andiamo fino alla piazza della Bastiglia, luogo simbolico della Rivoluzione Francese.
Ovviamente non c’è più niente, ora è un orrenda rotonda trafficatissima, l’unica cosa che ricorda i passati moti, quelli del 1830 però, è la Colonna di Luglio, sormontata dall’angelo dorato. Dopo aver costeggiato il moderno palazzo dell’Opéra Bastille, passeggiamo per la Promenade Plantée, un vecchio viadotto ferroviario dismesso, recuperato e messo a disposizione di chi ha voglia di camminare, correre o pattinare. Sotto la passeggiata, abbellita da alberi e verde, ci sono le arcate del vecchio viadotto, ribattezzato Viaduct des Arts, dove sono stati ricavati negozi, gallerie, locali, ateliers e ristoranti.
Riprendiamo la metropolitana ed eccoci finalmente al Père-Lachaise, il famosissimo cimitero parigino, dove riposano centinaia di personaggi illustri. Il cimitero ha un’atmosfera da romanzo gotico, è percorso da innumerevoli vialetti, dove si aprono centinaia di cappelle e tombe. Muniti di mappa andiamo alla ricerca delle tombe più famose, tra cui quella di Jim Morrison, e dei vari monumenti eretti al suo interno in memoria dei caduti. Torniamo verso Les Halles e sbocconcelliamo un panino di fronte al Centre Pompidou, meta della nostra visita pomeridiana.
Il Beaubourg è enorme e veramente bello, ben organizzato. Al primo piano ci sono la biblioteca e un centro multimediale, al secondo piano e al terzo piano il museo d’arte moderna e all’ultimo piano gli spazi dedicati alla mostre temporanee che vengono qui ospitate, oltre al ristorante panoramico e i balconi da cui godersi il panorama sui tetti della città.
Giovedì è la giornata dedicata al mastodontico Louvre e ai suoi innumerevoli tesori artistici e archeologici. Assettati di conoscenza e sapere… non possiamo esimerci dal visitarlo tutto, cercando di dedicare del tempo a ogni sezione! Ma il mastodonte è immenso, ti sfinisce… ma ne vale proprio la pena, le opere d’arte sono bellissime: la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, la Venere di Milo, la Nike di Samotracia, il Codice di Hammurabi, Amore e Psiche del Canova, i Prigioni di Michelangelo e dipinti di Giotto, Cimabue, Paolo Uccello, Fra Angelico, Ghirlandaio, Mantegna, Botticelli, Caravaggio, Correggio, Raffaello, Rembrandt, Rubens, Vermeer, Murillo, Durer, Delacroix, van Dyck, Goya.
Usciamo dal Louvre a pomeriggio inoltrato, stravolti! Ci riposiamo un attimo nel giardiano des Tuileries e nel pomeriggio decidiamo di farci un giro per negozi. Percorriamo l’elagante e aristocratica Rue du Faubourg-Saint-Honoré, piena di ambasciate e palazzi di rappresentanza, dove si trova anche l’Eliseo, residenza del Presidente Francese. Fauborg-Saint-Honoré è soprattutto la strada delle grandi firme della moda, rappresentate da ateliers, negozi e boutiques.
Venerdì è il nostro ultimo giorno, l’indomani si parte. Dedichiamo la mattinata alla visita de Les Catacombes, una piccola parte del gigantesco labirinto che si sviluppa nelle viscere di Parigi. Les Catacombes in particolare sono diventate nel corso dei secoli passati un gigantesco ossario, dove riposano i resti di migliaia di parigini, esumati dai cimiteri che una volta sorgevano nel centro della città.
Scendiamo per circa trenta metri nel sottosuolo, l’aria è pregna di umidità, l’ambiente è illuminato da luci gialle soffuse e su ogni lato del percorso, si trovano resti umani impilati ordinatamente in cataste di ossa bianche, mentre innumerevoli orbite vuote, ci spiano da migliaia di teschi. Si tratta di una vera e propria cittadina dell’Oltretomba, la luce è soffusa, l’ambiente è umido, scuro e il tutto partecipa alla creazione di un’atmosfera affascinante e inquietante al tempo stesso.
Dopo questa passeggiata crepuscolare nell’Ade, torniamo in superficie e proseguiamo verso il quartiere di Montmartre. La “butte” di Montmartre ci accoglie con le sue casette basse, sembra un vero e proprio villaggio, stradine acciottolate, piazzette con caffè, ristorantini e negozietti, artisti in ogni dove. Troviamo anche una piccolissima vigna, la vigna di Montmartre, in rue Saint-Vincent.
Nel cuore di Montmartre si erge la basilica du Sacré-Coeur, saliamo la bianchissima scalinata e siamo al suo interno. Decidiamo di non salire a visitare la cupola, del resto Parigi dall’alto abbiamo già avuto modo di ammirarla. Lasciamo Montmartre, scendendo a piedi verso la zona di Pigalle e passiamo davanti ai mulini dipinti da Matisse, che si riescono a scorgere tra la fitta vegetazione.
Finalmente siamo a Pigalle che ci accoglie triste, grigio e decisamente squallido. Ci fermiamo giusto il tempo per fare una foto al mitico Moulin Rouge e via di nuovo verso il centro di Parigi e l’albergo. E’ l’ultimo giorno, siamo agli sgoccioli, abbiamo visitato praticamente ogni angolo, abbiamo scattato centinaia di foto, abbiamo cenato in romantici bistrot e ci regaliamo un’ultima cena a base di ostriche e crostacei della Bretagna.
Ma prima ci rilassiamo davanti a Notre-Dame, diamo un ultimo sguardo alla Senna e assaporiamo l’atmosfera parigina. Torniamo verso l’albergo, il tempo è coperto e fa freddo, attraversiamo nuovamente il Louvre, con i suoi cortili e la piramide che domina l’entrata. Siamo un po’ malinconici, domani si torna a casa.
Postato in Travel | Commenti(0) | Permalink