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Il leggendario Elphinstone Reef

Elphinstone, un nome che sembra evocare miti e leggende marinare, che incute un certo rispetto. Si tratta di un reef affiorante a circa dieci chilometri dalla costa, reputato a ragione come una delle più belle immersioni di tutto il Mar Rosso. Elphinstone Reef è lungo circa seicento metri e largo ottanta e si allunga in direzione nord-sud, arrivando ad affiorare proprio a pelo d’acqua. Il reef è caratterizzato da due plateau molto stretti e lunghi sia a nord che a sud che si perdono nel blu a una profondità tra i cinquanta e i sessanta metri.

Le pareti est ed ovest sono a strapiombo fino a una profondità di circa settanta metri. A poche decine di metri dal reef la profondità arriva subito oltre i cento metri. Elphinstone è spesso battuto da forti correnti, che rendono le immersioni particolarmente difficoltose e in qualche caso, decisamente pericolose. Per tutti questi motivi, questo è l’habitat ideale per innumerevoli forme di vita marina.

Partiamo la mattina presto e dopo un’oretta di pulmino arriviamo a Marsa Shagra. La spedizione è composta da me, Mara, Pier, Maristella, Laura e Marco, la nostra guida è Amandou, un simpatico divemaster egiziano del nostro diving. Prepariamo le nostre attrezzature e Amandou effettua il briefing di rito.

Montiamo i gruppi sulle bombole caricate con miscela Nitrox e in un attimo siamo sullo zodiac. Il mare è leggermente mosso e il viaggio è abbastanza pesante, detto che il barcarolo indigeno non fa nulla per condurre al meglio il gommone tra le onde e i cavalloni.

Dopo quasi trenta minuti a manetta, vediamo comparire davanti a noi la gigantesca sagoma affiorante di Elphinstone reef, da togliere il fiato! Lo zodiac gira intorno e si ferma sul plateau nord, ci prepariamo tutti all’entrata… in negativa, a causa delle correnti in superficie. Il mio buddy è l’affidabilissimo Marco. Io e Mara abbiamo provato per la prima volta questo tipo di entrata qualche giorno prima e devo dire che ce la siamo cavata egregiamente. Maschera, erogatore, uno, due e… tre, in acqua!

Entrata perfetta, mi giro, guardo il computer, sono a dieci metri, cerco gli altri… e li vedo tutti, ma Mara ha qualche problema, sta iniziando a risalire! Riesce ad accorgersene in tempo, quell’idiota al gommone è ancora sopra di noi con il motore acceso! L’ affanno si fa sentire, riscende a fatica, praticamente a forza di braccia, io entro in ansia… finalmente Mara ci raggiunge, ma è decisamente in affanno! In qualche minuto ha bruciato quaranta bar d’aria! Dopo qualche minuto la situazione migliora e iniziamo la nostra immersione.

Scendiamo fino a trentacinque metri e assisto a un combattimento tra un giovane napoleone e una murena gigante, incredibile! Sotto la corrente è praticamente assente e dopo aver esplorato il plateau, percorriamo la parete est verso sud. La visibilità è eccezionale, sarà di quaranta o cinquanta metri. Il plateau e la parete sono letteralmente ricoperti di alcionarie, gorgonie, alberi di corallo nero e madrepore. E’ fantastico!

Sgrano gli occhi in continuazione, sono meravigliato ed estasiato! Ci sono migliaia di pesci! E’ il trionfo del pesciame! I cinquanta minuti dell’immersione passano velocemente e dopo aver lanciato il pedagno, facciamo la sosta di sicurezza nel blu. L’assenza di corrente rende l’immersione più facile però comporta anche la mancanza degli squali, in particolar modo dei martello… peccato. Il viaggio di ritorno si rivela più rapido e agevole. Ci rilassiamo un paio d’ore con un the bollente e ne approfittiamo per pranzare.

Nel primo pomeriggio ripartiamo per un’altra immersione a Elphinstone. Questa volta ci tuffiamo sul plateau sud, dopo che Amandou ha controllato la corrente. La punta sud è celebre per la presenza di un arco, circa otto metri di altezza per sei di larghezza, il cui apice si trova a una profondità di cinquanta metri. Troppo impegnativo per noi! L’arco è l’entrata di una grande grotta passante che unisce la parete est e la ovest, sotto il quale c’è una misteriosa formazione rocciosa a forma di sarcofago.

Noi arriviamo fino a trenta metri sul lato orientale del plateau, pinneggiamo contro corrente e ci portiamo sulla parete occidentale, che esploriamo in direzione nord. Si ripete lo spettacolo al quale abbiamo assistito in mattinata. Abbiamo anche una leggera corrente a favore e la nostra prima drif dive! Il tempo passa velocissimo, è già tempo di fare la sosta di sicurezza. Un grosso barracuda appare fugacemente nel blu… è il saluto di Elphinstone, il leggendario reef del Mar Rosso!

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mercoledì, 3 settembre 2008 | Tags: , , , , , , , ,
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