Highlands Glory
A Inverness, la porta delle Highlands, ci fermiamo un paio di giorni, sistemandoci in un campeggio sulle sponde del Beauly Firth, continuazione del Moray Firth, famoso per la popolosa colonia di delfini. Quindi noi, piantata la tenda, ci siamo precipitati al porto di Inverness per imbarcarci in un seasafari per vedere i delfini, che ovviamente non si fanno vedere, buttando via la bellezza di venti sterline!
L’indomani ci svegliamo presto per sfruttare al meglio la giornata, iniziando con una visita del famosissimo Loch Ness. Il Loch Ness si trova vicino alla cittadina di Inverness e dopo qualche chilometro raggiungiamo la sua riva occidentale, quella più visitata dai flussi turistici.
Il lago taglia in due le terre delle Highlands scozzesi, insieme a loch minori e al Caledonian Canal. Loch Ness è molto profondo e il suo bacino idrico ha una conformazione stretta e lunga, come se un vigoroso colpo d’ascia fosse stato portato nel Great Glen.
Dopo un’abbondante colazione a Drumnadrochit, visitiamo il castello di Urquhart, che Mario ebbe modo di visitare già nell’estate del 1991, durante il classico InterRail post-maturità. Mario è stupito, perché da allora il posto è cambiato tantissimo… ora, proprio davanti al castello hanno costruito un vero eco-mostro, facente la funzione di centro per i visitatori!
Dalle torri e dalle mura di Urquhart, il nostro sguardo volge sempre verso le acque scure del Loch Ness, ma dove si è nascosta Nessie? Continuiamo fino al punto più meridionale del Loch Ness, dove sorge il villaggio di Fort Augustus e il Caledonian Canal ha ben cinque chiuse che permettono alle imbarcazioni di superare un forte dislivello.
Decidiamo di tornare verso Inverness percorrendo però la sponda orientale del lago, la più selvaggia e misteriosa. La strada è molto stretta, si tratta di un’antica via militare, non incontriamo nessuno proveniente dalla direzione opposta. Proviamo a cercare la tenebrosa Boleskine House, una vecchia villa circondata da racconti di magia e stregoneria, abitata per diversi anni dall’occultista Aleister Crowley e negli anni Settanta da un altro mago… della sei corde però, ovvero Jimmy Page, chitarrista dei Led Zeppelin. Non riusciamo a trovare la misteriosa magione e ci lasciamo alle spalle il Loch Ness.
Ripassiamo per Inverness e partiamo all’esplorazione della Black Isle, un’incantevole penisola verde, lussureggiante, con dolci colline, il clima è addirittura più mite, sembra di attraversare una contea dell’Inghilttera del Sud. Vicino al villaggio di Rosemarkie, esploriamo Chanonry Point, una lingua di terra che si allunga per il Moray Firth. Praticamente passiamo in mezzo a un campo da golf, che sorge tra le dune della spiaggia.
Alla punta estrema dell’istmo, abbiamo la fortuna di vedere tre bellissimi delfini, che giocano a pochi metri dalla riva, spettacolare! Arriviamo alla fine della Black Isle e visitiamo il villaggio di Cromarty, che merita sicuramente una breve visita. Noi ne approfittiamo e facciamo merenda in una caffetteria-libreria molto particolare, con un buon the caldo e qualche fetta di torta.
A Cromarty prendiamo il Cromarty Rose, il più piccolo traghetto della Gran Bretagna, dato che può trasportare solo un paio di auto, e dopo aver attraversato il Cromarty Firth, deturpato da numerose piattaforme petrolifere, sbarchiamo sulla penisola di Tarbat.
La penisola di Tarbat è molto più selvaggia della Black Isle ed è possibile andare alla ricerca delle tracce dei Pitti, cosa che noi chiaramente facciamo. Vicino al villaggio di Hilton of Cadboll, esiste uno dei più importanti siti della presenza di questo popolo.
Abbiamo una gran fortuna! Praticamente c’è un’artista, Barry Grove, che è in procinto di ultimare i lavori alla copia della Pietra di Hilton of Cadboll, eretta qui al posto dell’ originale custodito al Museum of Scotland. Barry è gentilissimo, interrompe il suo lavoro e ci spiega il significato delle immagini e dei disegni incisi sulla Pietra di Hilton of Cadboll e le origini del popolo che la costruì: i Pitti.
Ma chi erano i Pitti? Gli storici credono che fossero una popolazione pre-celtica, la cui origine però non è ancora stata definita. I Romani li chiamavano Caledoni ed erano organizzati in confederazioni di tribù, che diedero molto filo da torcere alle legioni di Roma. Si crede che il loro nome derivi dalla parola latina “pictus” che significa dipinto, probabilmente a causa della loro abitudine di pitturarsi o tatuarsi i corpi nudi.
Nel IX secolo, sotto il re Kenneth MacAlpin, le tribù dei Pitti vennero unificate agli Scoti, formando insieme il regno di Alba, l’odierna Scozia. Barry ci mostra però come alcune incisioni sulla pietra, che raccontano la gesta di una mitica regina, fondatrice delle tribù pitte, ricordino molto l’Egitto dei Faraoni. Che affascinante mistero!
Arriviamo fino al faro di Tarbat Ness e poi iniziamo il ritorno verso il campeggio, passando da Portmahomack. Facciamo un giro più lungo e quando caliamo su Beauly, affamati come un’orda di razziatori caledoni, è ormai sera. C’è la festa del paese, bellissimo! Mentre ci divoriamo un fish and chips, sulla piazza principale di Beauly è un trionfo di cornamuse e balli tradizionali.
Dopo due giorni, lasciamo Inverness e ci inoltriamo nelle Highlands. La nostra prima tappa è il magnifico Dunrobin Castle, vicino a Golspie. Di proprietà del clan Sutherland, una fortezza era già presente qui fin dal Medioevo, fino a quando non fu rasa al suolo durante la ribellione giacobita del 1745.
Nel 1845 fu completamente ricostruito in stile rinascimentale francese e baronale scozzese, mentre furono creati dei fantastici giardini all’italiana, che ancora presenti, arrivano fino al mare. La dimora ha qualcosa come centottanta e passa ambienti, tra camere, stanze, sale e saloni, chiaramente non tutti sono visitabili. Nei giardini, c’è un’esibizione di falconeria, l’antica arte di cacciare con l’utilizzo di maestosi uccelli rapaci.
Ripartiamo e siamo davanti a un bivio… stradale, ma soprattutto di organizzazione dell’itinerario. Sarebbe bello arrivare fino a John o’Groats e fare la costa settentrionale della Scozia fino a Durness, ma Mario è in panico da tempo, quindi decidiamo di valicare le Highlands fino a raggiungere la cittadina di Ullapool sulla costa atlantica.
Attraversare le Highlands è un’esperienza bellissima, colline, lochs, pascoli e torbiere dappertutto, e come dimenticare le migliaia di pecore scottish blackface, le cosidette fazze nere! Il viaggio dura un paio d’ore ed è veramente straordinario, l’itinerario si snoda su di una strada stretta, praticamente a una sola carreggiata, ma gli incontri con altri esseri umani si contano sulle dita di una mano.
Arrivati a Ullapool, piccola e ordinata cittadina sul North Minch, lo stretto di mare che separa le Highlans occidentali dalle Ebridi Esterne, decidiamo di concederci una bella merenda in una piccola tearoom, a base di torta e the.
Non ci soffermiamo a Ullapool più del necessario e riprendiamo il nostro viaggio, questa volta verso sud, arrivando a Garloich, dove è possibile visitare i bellissimi giardini di Inverewe, ai bordi del Loch Ewe.
A Garloich ci sistemiamo in un campeggio affacciato su di una baia sul mare. Qui facciamo la conoscenza dei tanto famigerati midges scozzesi! I leggendari midges, tanto celebrati dalle guide turistiche, finalmente li abbiamo trovati! Sono delle zanzarine fastidiosissime, che pungono e s’infilano da ogni parte, grazie alle loro minuscole dimensioni. Beware of midges! La prossima tappa è l’isola di Skye.
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From Fife to Speyside
Eccoci a Pictavia, il Regno dei Pitti! La nostra prima tappa nel Fife è la cittadina di Dunfermline, antica capitale scozzese. A Dunfermline visitiamo l’antica abbazia e le rovine del Palazzo Reale.
All’interno dell’abbazia vi sono tumulati diversi monarchi scozzesi e vicino all’altare è sepolto uno dei personaggi più importanti della storia scozzese, Re Robert I, meglio conosciuto come Robert the Bruce, sovrano di Scozia dal 1306 al 1329 e vincitore degli inglesi a Bannockburn.
Ripartiamo seguendo il Fife Coastal Path, una strada che costeggia il lato meridionale del Fife, affacciato sul Firth of Forth. Ci fermiamo nel villaggio di Elie per passeggiare sulla grandissima spiaggia e pucciare i piedi nel freddo mare del Nord. Ci sono dei bambini scozzesi intenti a fare il bagno!
Ripartiamo e attraversiamo altri pittoreschi villaggi marinari: St.Monans, Pittenweem, Anstruther e dopo una breve sosta nel borgo di Crail, arriviamo finalmente a St.Andrews.
La città, che prende il nome dal patrono di Scozia, si rivela un piccolo gioiellino ed è conosciuta per la sua storica università, la più antica di Scozia, ma soprattutto per l’aver dato al mondo il golf! Ebbene si, in questa cittadina scozzese ha sede il più antico golf club del mondo, ente che regola e sancisce questa aristocratica disciplina sportiva in tutto il pianeta.
St.Andrews Links è un insieme di campi da golf, praticamente in riva al Mare del Nord, tra i quali spicca il leggendario Old Course, uno dei primi prati utilizzati per il gioco del golf. Dopo aver passeggiato sui prati del golf, visitiamo le rovine della cattedrale e quelle del castello, facciamo un giro nel centro medievale e ci rilassiamo sdraiandoci nelle Western Sands.
Questa lunghissima spiaggia dorata, adiacente ai campi da golf, è stata il teatro della famosa scena della corsa sulla sabbia nel film Momenti di Gloria, immortalata dalla colonna sonora di Vangelis. A St.Andrews iniziamo la nostra avventura in campeggio in Scozia.
Bisogna dire che abbiamo quasi sempre avuto la fortuna di trovare camping a cinque stelle con bagni puliti e profumati, alcuni con anche musica in filodiffusione e fiori freschi. Il giorno successivo usciamo dal Fife e procediamo alla volta di Perth, dove Mario si lascia andare allo shopping: maglia di calcio e felpa da rugby della Scozia.
Vicino a Perth, andiamo a visitare lo Scone Palace. Nel parco del palazzo c’è la sacra Moot Hill dove era posta la già citata Stone of Scone, la Pietra del Destino, ora conservata nella Crown Room del castello di Edimburgo, mentre sul luogo si trova solo una copia.
Questo bellissimo palazzo nel cuore del Perthshire fu ricostruito nell’800, interamente in stile georgiano, sulle rovine della vecchia abbazia di Scone e fa ora parte delle dimore storiche scozzesi. Ne approfittiamo anche per visitare il giardino, il labirinto e la cappella.
Terminata la visita, ci addentriamo nel Perthshire dirigendoci verso la cittadina di Crieff, nelle cui vicinanze sorge il Drummond Castle. Il castello è molto conosciuto perché qui sono state girate alcune scene del film Rob Roy. Per arrivare al maniero bisogna percorrere con l’auto un suggestivo e lungo viale alberato, molto stretto tra l’altro. La vegetazione è così fitta e gli alberi così alti che il sole stesso viene oscurato.
In verità il Drummond Castle non è visitabile al suo interno, mentre invece il suo fastoso giardino all’italiana si offre in tutto il suo splendore alla vista del visitatore. Dopo aver visitato le distillerie del blended whisky Famous Grouse, proseguiamo per il villaggio di Aberfeldy, dove facciamo una breve passeggiata, e attraversiamo il fiume Tay per poi arrivare fino al Queen’s View, uno dei luoghi preferiti dalla Regina Vittoria, dove ci gustiamo il panorama del Loch Tummel.
In serata raggiungiamo il campeggio nelle vicinanze di Blair Atholl e dopo aver sistemato la nostra tenda, scendiamo verso Pitlochry in cerca di un pub per mettere qualcosa sotto i denti.
Lungo la strada ci fermiamo a visitare Killiecrankie, dove ebbe luogo l’omonima battaglia tra gli Highlanders e i lealisti della corona inglese. Particolarità di questo luogo sono le gole e i canyon del fume Tummel, tra cui il famigerato Soldier’s Leap, il balzo del soldato, dove uno dei pochi sopravvissuti dell’esercito lealista si mise in fuga saltando come uno stambecco.
A Pitlochry abbiamo modo di vedere anche la Scalinata dei Salmoni, un ingegnoso sistema di piscine pensili e rampe allagate, che durante il periodo della riproduzione permette ai salmoni di superare agevolmente la diga della stazione elettrica. E’ presente anche un “conta-salmoni” che permette di quantificare i pesci in migrazione.
La mattina successiva ci svegliamo di buon’ora per visitare Blair Castle, proprio dietro il nostro campeggio. Questo castello è il quartier generale dell’unico esercito privato legalmente esistente in Europa: gli Atholl Highlanders. La tappa seguente è il Glamis Castle, principesca dimora infestata dai fantasmi e dalle presenze, luogo di nascita della Regina Madre.
Il viaggio prosegue in direzione Aberdeen, seguendo la costa, dove incontriamo i resti del suggestivo Dunnottar Castle, fortezza medioevale completamente diroccata a picco sulle scogliere del Mare del Nord.
Attraversiamo Aberdeen, che decidiamo di saltare per questioni di tempo, e ci addentriamo nello Speyside, regione rinomata in tutto il mondo per la produzione di whisky di puro malto.
Esiste anche un itinerario prettamente turistico, il Malt Whisky Trail, che tocca la più famose distellerie: Benromach, Cardhu, Dallas Dhu, Glenfiddich, Glen Grant, Glenlivet, Glen Moray e Strathisla. In verità le distillerie sono molte di più e avendo il tempo e il piacere di gustarsi l’ acqua di vita, il whisky, è possibile cercare le più piccole e le più remote.
Ci accampiamo ad Huntly, un piccolo e tranquillo villaggio, che conserva le rovine dell’omonimo castello. La sera ceniamo con un ottimo fish and chips, nel parchetto ai piedi del rudere, godendoci la serata e il tramonto. Il campeggio è proprio grazioso e… noi umani non siamo i soli ospiti!
I soffici prati del camping pullulano di leprotti bianchi, neri, marroni e fulvi! Le lepri giocano, si rincorrono felici, si lasciano avvicinare, che buffe! L’indomani mattina, dopo un robusto full scottish breakfast in un pub di Dufftown, ci dedichiamo alla visita della splendida Glenfiddich Distillery e anche se è ancora mattina, ci facciamo qualche bicchierino d’assaggio, gentilmente offerto!
Interessante è la parte della visita dedicata alle diverse fasi produttive del whisky, che facciamo con una guida parlante francese. Nello shop è una vera cantina, ci sono bottiglie invecchiate di ben 64 anni!
Nel primo pomeriggio ci fermiamo nella cittadina di Elgin per dare un’occhiata alle rovine della cattedrale. Sulla strada per Inverness sostiamo a Culloden Moore, che fu teatro il 16 Aprile 1746 della disfatta delle truppe scozzesi comandate da Carlo Edoardo Stuart, conosciuto anche come Bonnie Prince Charlie, contro l’esercito inglese.
Fu un episodio storico epocale per la Scozia, che perse definitivamente le speranze di sottrarsi al giogo inglese e vide una progressiva cancellazione dello strato culturale e linguistico gaelico, senza contare lo sradicamento del sistema dei clan. Ma siamo impazienti le leggendarie Highlands ci aspettano.
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