un mondo di viaggi e immagini

Roma, la Città Eterna

La sveglia suona alle sette di sabato mattina, carichiamo i bagagli in macchina, ci fermiamo qualche minuto per fare colazione in autogrill e via veloci verso Malpensa. Il volo Easyjet per Roma decolla in perfetto orario e atterriamo a Roma nel primo pomeriggio, c’è un sole splendido e fa molto caldo. Prendiamo il Leonardo Express, un treno diretto che collega l’aeroporto di Fiuminicino con la stazione ferroviaria di Roma Termini.

La metropolitana è gremita di gente, oggi infatti si è svolta una mega manifestazione sindacale e i convogli sono pieni di persone. Prendiamo la Linea A e dopo sei fermate scendiamo a Ottaviano. Raggiungiamo a piedi il nostro bed and breakfast, Cuscino & Cappucino, che ci ospiterà per una settimana intera, fino al sabato successivo. La camera è pulita e carina e dalla finestra si vedono le mura leonine della Città del Vaticano, dato che il nostro palazzo si trova in una via adiacente a piazza Risorgimento.

Dopo i convenevoli di rito con il proprietario e acchiappata una cartina, ci dirigiamo a piedi verso il centro, attraverso la via Cola di Rienzo, per un primo giro di perlustrazione della città, la visita vera e propria inizierà solo il giorno dopo.

Sono ormai passate le tre del pomeriggio e la fame inizia a farsi sentire. Per fortuna, oltre che di storia, arte, cultura e monumenti, Roma è ricca di locali dove poter mettere sotti i denti velocemente qualcosa, la pizza rustica al taglio è buonissima e viene farcita con ogni prelibatezza.

In giro c’è una marea di gente, turisti e non solo, complice il fatto che è sabato. Spagnoli e francesi a non finire, americani, britannici, tedeschi e scandinavi in ogni dove. Passeggiamo per piazza del Popolo, via del Babbuino, fino a piazza di Spagna, in cui mi disseto alla famosa fontana della Barcaccia del Bernini, continuiamo per via Condotti, dove ci gustiamo un ottimo espresso all’Antico Caffè Greco. Risaliamo via del Corso, deviando per dare una prima occhiata alla splendida fontana di Trevi, che ammiriamo divorandoci un buon gelato.

Arrivati a piazza Colonna, dove svetta la colonna di Marco Aurelio, superiamo palazzo Chigi, sede del Governo, e palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, sbucando davanti al possente colonnato del tempio di Adriano. Siamo instancabili e marciamo fino a piazza della Rotonda, il Pantheon si erge maestoso, ma non è possibile entrare a causa di una celebrazione religiosa.

Visitiamo la basilica di Santa Maria sopra Minerva, che custodisce opere di Filippo Lippi, Michelangelo e le tombe di Santa Caterina da Siena e del Beato Angelico, oltre a un paio di papi. Sul sagrato della basilica, c’è un obelisco egizio montato sulla scultura di un elefante, opera di Bernini. Facciamo anche una puntatina a piazza Navona, tentiamo di visitare palazzo Madama, sede del Senato e aperto oggi in via del tutto eccezionale, ma l’orario di visita è terminato.

Capitiamo per caso davanti a palazzo Grazioli, residenza romana del Silvio nazionale, e vediamo che su di un cornicione è stata collocata la statua di una gatta, da cui prende il nome la via adiacente a via del Plebiscito. Facciamo un salto a visitare la chiesa del Gesù, quartier generale dei Gesuiti e torniamo indietro verso piazza Venezia.

Il colpo d’occhio è eccezionale: il Vittoriano con l’Altare della Patria, palazzo Venezia, dal cui balcone il Duce era solito fare i suoi discorsi, la colonna Traiana e via dei Fori Imperiali, alla cui fine si intravvede la sagoma del simbolo per eccellenza di Roma: l’anfiteatro Flavio, meglio conosciuto come Colosseo.

Mario intravede il negozio della G-Star e scatta lo shopping. Sono già le 19.30 quando usciamo, alleggeriti di qualche centinaio di euro e torniamo verso casa risalendo il corso e il ponte che portano il nome di Vittorio Emanuele II. Dal ponte si vede Castel Sant’Angelo illuminato, molto suggestivo. Mario vuole passare da piazza San Pietro, ci sono ancora turisti in giro, il clima è ottimo e invoglia a girare.

Finalmente alle otto e mezza passate, varchiamo la soglia di camera nostra, praticamente sfiniti e con i piedi ridotti a due salsicce, facciamo una doccia veloce e via alla ricerca di una trattoria per la cena. Come primo impatto con Roma, non c’è male. In secondo luogo, devo complimentarmi con me stessa per la scelta del guardaroba da mettere in valigia, a Roma sembra essere già arrivata l’estate.

Domenica mattina ci svegliamo verso le otto, e dopo una colazione all’italiana, quindi un pò scarsina per i nostri standard, siamo già alla conquista della Capitale. La giornata si prospetta calda, il cielo è azzurrissimo e non c’è nemmeno una nuvola all’orizzonte. E’ domenica mattina e incontriamo orde di fedeli, armati di fronde di ulivo, che si recano in piazza San Pietro per assistere alla messa celebrata dal Papa per la domenica delle Palme.

Attraversiamo il rione Borgo, guadiamo il Tevere all’altezza di Castel Sant’Angelo, risaliamo il Lungotevere Marzio e diamo un occhio agli scavi del Mausoleo di Augusto, tagliamo per via Condotti, facciamo ancora qualche foto alla fontana di Trevi e ci inerpichiamo per il colle del Quirinale, fino ad arrivare all’omonimo palazzo, residenza ufficiale del Presidente della Repubblica.

Oggi è aperto al pubblico, quindi non ci facciamo scappare questa occasione che capita raramente. Ci mettiamo in fila, osservati dalla statue dei Dioscuri, e dopo una decina di minuti superiamo i controlli e iniziamo la nostra visita. Il palazzo fu fatto iniziare nel 1583 da papa Gregorio XIII e fu portato a termine sotto i suoi successori, diventando la residenza estiva pontificia fino a quando Roma non diventò capitale del regno d’Italia.

La visita parte dall’ala sabauda, dove visitiamo la sala dello Zodiaco, quella degli Arazzi e il salone delle Feste. Le stanze sono arredate in maniera lussuosa e sfarzosa, dando l’idea di trovarsi in una reggia.

Continuiamo il nostro percorso per la galleria di Alessandro VII, sempre sotto lo sguardo vigile dei corazzieri in alta uniforme, presenti in ogni stanza con funzioni di rappresentanza, o più discretamenti in abiti civili. Anche il mio leggendario zione in gioventù, fece parte della guardia d’onore del Presidente come corazziere.

Usciti dal Quirinale, scendiamo verso piazza Venezia per visitare l’Altare della Patria e salire sopra il Vittoriano. Questo colossale monumento fu costruito per celebrare il re Vittorio Emanuele II e l’unità d’Italia, avvenuta durante il suo regno. C’è poi l’Altare della Patria, che venne successivamente aggiunto e dove è sepolto il Milite Ignoto, uno sconosciuto soldato italiano caduto durante la Prima Guerra Mondiale, scelto come simbolo di coloro che sono morti per la patria.

Il monumento è aperto alle visite dal 2000 e dal 2007, sul retro dello stesso, è stato installato un ascensore che permette di raggiungerne la terrazza superiore, dove si trovano le quadrighe. Chiaramente noi saliamo fino in cima e la vista è veramente impagabile! Lo sguardo spazia per tutta la città, arrivando fino ai Colli Albani.

Dopo aver fatto un salto alla basilica di Santa Maria in Ara Coeli, la fame inizia a farsi sentire e ci rilassiamo seduti in piazza del Campidoglio, progettata da Michelangelo. Facciamo due passi sulla piazza, ammirando la statua equestre di Marco Aurelio, il palazzo Senatorio, sede degli uffici del sindaco della Capitale, e i palazzi dei Musei Capitolini, dove tra i tanti reperti, è conservata la Lupa capitolina, di cui una copia si trova subito dietro il Campidoglio.

Continuiamo l’itinerario della giornata, scendiamo dal colle capitolino, costeggiando la mitica rupe Tarpea. Visitiamo velocemente la basilica di San Nicola in carcere e facciamo qualche foto al Teatro di Marcello e al Portico di Ottavia, oltre il quale si intravvede la bella sagoma della sinagoga.

Entriamo quindi nel caratteristico ghetto ebraico di Roma e dopo un attimo di sosta alla fontana delle Tartarughe, passiamo per via dei Giubbonari proseguendo fino a Campo de’ Fiori, una delle piazze più suggestive della città, luogo dove fu messo al rogo il filosofo Giordano Bruno. Qui ci regaliamo un quantomai caro caffè shakerato in un mozzarella bar (!), tale Okibà, che ci fa pagare ben dieci euro al banco! Come si dice a Roma… ‘na sola!

Passeggiamo per la piccola via dei Cappellari e piazza Farnese, dove ha sede l’ambasciata francese. Ci facciamo tutta la via Giulia, la strada voluta da papa Giulio e progettata dal Bramante. La via Giulia non è assediata dalle masse turistiche e ci si può godere in tutta tranquillità i suoi palazzi barocchi e le sue chiese rinascimentali.

Continuiamo la passeggiata in via dei Coronari, la strada degli antiquari e torniamo verso piazza Navona. In piazza della Rotonda, tentiamo ancora l’entrata al Pantheon in insieme a qualche “milione” di turisti, oggi è peggio di ieri, la gente è tantissima, ed essendo domenica le chiese hanno degli orari di visita ridotti, dato che i sacerdoti dicono messa a ripetizione.

Il Pantheon era un antico tempio romano, fatto costruire da Agrippa e rifatto successivamente da Adriano, diventò successivamente una chiesa e al suo interno vi sono sepolti Vittorio Emanuele II, Umberto I e Raffaello Sanzio. Il Pantheon e la sua maestosa cupola hanno avuto un’enorme influenza sull’architettura europea e americana.

Tornando verso via del Corso, ci fermiamo per visitare la chiesa barocca di Sant’Ignazio di Loyola, con la falsa cupola dipinta da Andrea Pozzo. Ultima tappa della giornata è il palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, anch’esso aperto eccezionalmente ai visitatori.

La visita è guidata e vediamo diverse sale di rappresentanza, come la sala Aldo Moro e la sala della Lupa, il famoso translatlantico e l’emiciclo, dove avvengono le sedute e le votazioni. Dal vivo è molto più piccola che in televisione.

La facciata e la parte più antica di Montecitorio sono opera di Bernini, mentre la parte posteriore del fabbricato, compreso l’emiciclo con il suo bel lucernario in stile liberty, furono costruiti all’inizio del Novecento da Ernesto Basile.

Tornati in piazza del Popolo, saliamo sulla terrazza del Pincio per goderci la vista di Roma. Le giornate sono lunghissime, c’è luce fin dopo le otto di sera, ma ci sforziamo di tornare al bed and breakfast prima, in modo da rilassarci e fare una doccia in tutta calma.

Questa domenica è stata lunghissima e festeggiamo la sua conclusione in un ristorantino carino nel Borgo, io mi faccio cacio e pepe mentre Mario opta per spaghetti alla carbonara. Terminato di cenare, facciamo un’ultimo giro per piazza San Pietro, passeggiata che diventerà un rito nel corso del nostro soggiorno romano.

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Edimburgo, la capitale della Scozia

Ve la ricordate l’estate del 2003? Fu un’estate bollente, caldo torrido, di notte si faticava a dormire. Noi decidemmo di andare al Nord a Luglio e di passare tre settimane a zonzo per la Scozia. Ecco il racconto di quel meraviglioso viaggio!

Ho sempre desiderato girare le isole britanniche. L’ Irlanda, la Scozia, l’Inghilterra e il Galles sono nel mio immaginario da quando ero bambina e Mario condivide questa mia passione. Tutto quel verde, borghi medioevali, animali al pascolo, pittoreschi villaggi di pescatori e gente sempre molto cordiale.

Adoro questi posti, nonostante il tempo sia in genere decisamente inclemente. Partiamo alla volta di Edimburgo, la capitale della Scozia, organizzati e pronti, ma nonostante questo… sempre dimentichi di qualche dettaglio, qualche attrezzo. Volo Ryanair fino a Londra e poi volo Easyjet su Edimburgo. Siamo carichi di aspettative e di bagagli.

I primi quattro giorni li passiamo a Edimburgo in un bellissimo bed & breakfast: Casa Buzzo. Il nostro bed & breakfast è gestito da una coppia di anziani signori italiani, originari dell’Appennino parmense, infatti Buzzo non è il loro cognome, ma il nome del paesino da dove provengono. La camera è spaziosa e pulita, la colazione è davvero generosa e la casa si trova in una zona residenziale di Edimburgo, proprio a ridosso dell’Arthur’s Seat e delle colline dei Salisbury Crags.

Troviamo il clima molto mite per essere la Scozia, ma del resto fa caldissimo in tutta Europa, e quindi anche qui, come abbiamo modo di scoprire con il passare del tempo, troviamo un clima straordinario. Una mattina appare la nebbia, la città ci appare avvolta in una coltre bianca, sembra di essere a Novembre a Milano, ma i gabbiani ci riportano alla realtà, subito dopo pranzo si dirada ed esce un caldo sole.

Il cielo è straordinario, sembra più vicino, di notte è molto luminoso e pieno di stelle, di giorno è di un bel azzurro intenso, con le nuvole che si rincorrono; il tempo cambia continuamente, con una frenetica alternanza tra pioggia e sole tutti giorni, è veramente straordinario.

La Scozia è un susseguirsi di paesini, minuscole stradine di campagna e colline verdissime con migliaia e migliaia di pecore al pascolo. La luce estiva è incredibile, dalle cinque di mattina fino a sera inoltrata.

Adeguandoci agli orari e alle abitudini scozzesi, ceniamo molto presto, intorno alle sei di sera, ma grazie al fatto che il buio arriva quasi verso le undici, è possibile gironzolare fino a tardi. Il suono delle cornamuse e le ballate scozzesi ci accompagnano per tutto il viaggio.

A Edimburgo visitiamo il castello e la medievale Old Town, che si raccoglie lungo il Royal Mile, l’asse stradale che passando per Castlehill, Lawnmarket, High Street e Canongate, collega Castle Rock all’Holyrood Palace, residenza di rappresentanza della corona britannica in città. Il Royal Mile è un susseguirsi di palazzi storici, edifici governativi, musei, gallerie, monumenti, ristoranti, pub e negozi di chincaglio turistico.

Il castello è una fortezza impressionante, che domina la città dall’alto di una collina di origine vulcanica. E’ molto grande, praticamente una cittadella medievale, conservato ottimamente, è sede di diversi musei e nella piazza d’armi antistante l’entrata, l’Esplanade, si svolge ogni anno la manifestazione dell’ Edinburgh Military Tattoo.

Di grande interesse è anche la Crown Room, dove sono custoditi i gioielli della corona scozzese, tra cui la leggendaria Stone of Scone, la Pietra del Destino, sulla quale venivano incoronati tutti i re scozzesi fino a quando Edoardo I non la portò a Londra. E’ stata restituita alla Scozia e agli scozzesi solo nel 1996.

Scaliamo l’Arthur’s Seat, il punto più alto dei Salisbury Crags nonché improbabile luogo di incoronazione di Re Artù, e veniamo ripagati dal panorama che spazia fino al Firth of Forth. Visitiamo le vie perpendicolari della New Town, eredità urbanistica dell’epoca georgiana, e i dintorni di Princes Street con il monumento gotico vittoriano a Sir Walter Scott, salendo poi in cima alla Calton Hill.

Qui riposiamo le nostre stanche membra, ammirando un altro panorama della città e assistendo praticante a un matrimonio scozzese con tanto di sposo in kilt e damigelle d’onore. Con mio immenso piacere, scopriamo che in un albergo, stile tenuta di campagna nobiliare, vicino al nostro bed & breakfast, sono ospiti le Highland Cattle, le bellissime mucche rosse e pelose, tipiche degli altopiani scozzesi.

Visitiamo il National Museum of Scotland, il quartiere di Cowgate e ci rilassiamo al Royal Botanic Garden. Dedichiamo un pomeriggio a una lunga camminata dal centro di Edimburgo fino a Leith, la cittadina portuale inglobata nell’area urbana di Edimburgo. Attraversiamo diversi quartieri popolari fino ad arrivare nella zona residenziale, ormai del tutto riqualificata, dove decenni fa sorgevano i docks.

Ora ci sono schiere di palazzine eleganti, costruite ai bordi dei canali navigabili che portano al porticciolo turistico, e un enorme centro commerciale che copre la sagoma del Royal Yacht Britannia, ormai in disarmo e trasformato in museo galleggiante.

Edimburgo è veramente carina e ordinata, ben tenuta e ben conservata. Ha un centro raccolto e si può tranquillamente girare a piedi. Abbiamo passato quattro giorni pieni e intensi, ne sanno qualcosa i nostri piedi, ma abbiamo avuto modo di scoprirla e di viverla a fondo. All’alba del nostro quinto giorno in Scozia, prendiamo la nostra macchina a nolo, una Peugeot 206, e dopo che Mario riesce a impratichirsi con la guida a sinistra, partiamo alla volta del Fife, uno dei leggendari regni dei Pitti.

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