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La Roma dei Papi

Mercoledì mattina la passiamo visitando i Mercati di Traiano, che raggiungiamo giungendo a piedi attraverso vicoli e stradine di questa meravigliosa città. La mattina presto, il centro di Roma è bellissimo, i turisti sono ancora pochi e le viuzze lastricate di sanpietrini sono godibilissime. Perdiamo qualche minuto per fotografare qualche scorcio particolare e arriviamo all’immenso e antico “centro commerciale” di Traiano. Incredibile come si sia conservato, ed è ancora abitato! Da una popolosa colonia felina, che provvede a tenere alla larga gli odiosi topastri.

Dalle gallerie dei mercati si vedono la colonna Traiana, il Vittoriano, tutta l’area dei Fori e il Colosseo. Subito fuori dai mercati scendiamo per la Salita del Grillo, proprio lui, il marchese romano, immortalato da Alberto Sordi nell’omonimo film. Qui, Onofrio del Grillo aveva uno splendido palazzo settecentesco, collegato a un’adiacente torre medievale.

Oltrepassiamo la casa dei Cavalieri di Malta e ci addentriamo in quello che era l’antico e popolare quartiere della Suburra romana, ora facente parte del rione Monti. Dopo esserci lasciati trascinare dal fascino di questo quartiere, arriviamo davanti alla basilica di San Pietro in Vincoli, dove oltre che alle leggendarie catene che tennero prigioniere San Pietro, si trova uno dei capolavori dell’umanità: il Mosè di Michelangelo.

Mario, preso da estasi artistica, scatta qualcosa come un centinaio di foto! Per fortuna che abbiamo la fotocamera digitale. Subito alla sua sinistra, c’é la sede della facoltà di Ingegneria, noi ne approfittiamo per mischiarci agli studenti in pausa e ci facciamo una buona pizza rustica. Proseguiamo la visita entrando nel parco di Traiano, dove ci sono i resti della leggendaria Domus Aurea di Nerone, chiusa però per restauri, peccato mi sarebbe piaciuto molto poterla visitare.

Procediamo allora verso la basilica di San Giovanni in Laterano, breve sguardo alle mura aureliane e a porta San Giovanni, poi via dentro la chiesa dove visitiamo anche il chiostro con le bellissime decorazioni cosmatesche. Da San Giovanni in Laterano raggiungiamo la basilica di Santa Maria Maggiore e successivamente piazza della Repubblica, abbellita dalla grande fontana delle Naiadi che a suo tempo suscitò scalpore per la sensualità delle statue.

Entriamo nella basilica di Santa Maria dei Santi e degli Angeli, costruita nell’aula centrale delle terme di Diocleziano, che oltraggio, magnifiche terme trasformate in luogo di culto! Nella basilica sono sepolti diverse personalità del passato e c’è una gigantesca meridiana, lunga più di quaranta metri. Risaliamo per via XX Settembre per arrivare fino a porta Pia, dove andiamo alla ricerca dell’omonima breccia, da cui i bersaglieri del Generale Cadorna penetrarono nella città, ponendo fine nel 1870 allo Stato Pontificio e annettendo Roma al Regno d’Italia.

Tornando verso Monte Citorio, passiamo di fianco ai suggestivi Horti Sallustiani e dopo un ottimo gelato di Giolitti, andiamo a piazza del Popolo perché Mario vuole a tutti i costi visitare la Basilica di Santa Maria del Popolo. Questa sera niente trattorie locali, ci limitiamo ad una pizzetta. La giornata di Giovedì è interamente dedicata al Vaticano e poichè giochiamo praticamente in casa ci alziamo con comodo.

Alle dieci abbiamo prenotato la visita ai Musei Vaticani: la Galleria delle Carte Geografiche, le meravigliose Stanze di Raffaello, le grandiosa Cappella Sistina, la Pinacoteca Vaticana, il Museo Chiaromonti, il Museo Gregoriano e il Museo Pio Clementino. Ne usciamo nel primo pomeriggio, esausti e affamati. Mangiamo una pizza rustica e andiamo in piazza San Pietro, dove si snoda un lungo serpentone di persone, che fanno la fila per entrare nella basilica.

La piazza è completamente chiusa per i preparativi della Pasqua. Il colonnato del Bernini è imponente e abbraccia tutta la piazza, la Basilica stessa sovrasta ogni cosa. Del resto il suo cupolone è ben visibile da ogni punto della città. La fila è scorrevole, per le tre riusciamo a entrare in San Pietro, che purtroppo è solo parzialmente visitabile, a causa dei suddetti preparativi pasquali.Cerchiamo di sgattaiolare ma più di tanto non ci si riesce, riusciamo comunque a vedere la Pietà di Michelangelo e il baldacchino del Bernini.

Decidiamo di uscire e salire sulla Cupola, ma anche qui la gente è talmente tanta che dopo una lunga fila arriviamo in cima, ma è praticamente impossibile girare, poi nella migliore tradizione italiana, o vaticana in questo caso, il caos regna sovrano, la gente gira in entrambi i sensi, insomma un casino, quindi decidiamo di scende dopo un faticossisimo giro della Cupola. Una volta raggiunto il suolo, ci dirigiamo alle tombe dei Papi, non sono tantissime, però vediamo quella di Giovanni Paolo II, ricoperta di fiori e bigliettini.

Appena in tempo, sono già le cinque e oggi chiude tutto in anticipo, perchè fervono i preparativi per la Pasqua. Decidiamo allora di tornare al nostro bed and breakfast, quando a un tratto… ma cosa succede? Sirene, polizia, carabinieri, gente che grida, elicotteri… corri, corri che arriva il papa. Il papa? Ma si, sta per uscire! Va alla basilica di San Giovanni in Laterano per la cerimonia della lavanda dei piedi. Ecco la scorta che parte, arriva una mercedes blu blindata, targata SCV 1, vetri scuri. Joseph! Joseph! Il vetro è abbassato. E’ proprio lui! E ci saluta!

Questa sera torniamo in centro, visto che durante la giornata siamo rimasti in zona. Vogliamo cenare in un classico trappolone per turisti, come ci piace definirli, e poi girare per le piazze più belle di Roma al tramonto e di notte. Eccoci di nuovo in piazza Navona e poi in Campo dei Fiori alla luce arancione e rossa del tramonto, passeggiamo per il centro e all’imbrunire scorgiamo in lontananza il Colosseo, il mercati di Traiano e i Fori.

Per cenare scegliamo un localino in un vicolo dietro piazza Navona, i camerieri sono gentili e il posto è tranquillo. Ceniamo all’aperto, la serata è bellissima e quasi estiva. Dopo cena classico gelatone da Giolitti, capatina in Fontana di Trevi e in via Condotti, per tornare di nuovo in piazza di Spagna con la bella Barcaccia del Bernini, non più ancora assediata dalle orde di turisti diurni.

La scalinata di Trinità dei Monti invece è sporca e trascurata, ci sono i resti di bottiglie, carte di panini e rifiuti vari. Saliamo fino alla chiesa ammiriamo la piazza dall’alto, proseguendo poi per il Pincio, dalla cui terrazza ammiriamo piazza del Popolo praticamente deserta rispetto al giorno, quando orde di ragazzi affollano i sagrati delle sue tre chiese, i gradini della fontana e la piazza. Stanchi morti torniamo verso casa. Domani è l’ultimo giorno.

Venerdì abbiamo in programma le terme di Caracalla e le catacombe di San Callisto con breve passeggiata sull’Appia Antica. Anche oggi sveglia con comodo, prendiamo la metropolitana e arriviamo a porta San Paolo, ma prima di andare alle terme, facciamo qualche foto alla Piramide Cestia, l’eccentrica tomba di un antico notabile romano. Raggiungiamo le terme di Caracalla, ed entriamo nel gigantesco complesso, dove è possibile vedere ancora dei mosaici dell’epoca.

Ci rilassiamo sui prati appena rasati e dopo essere usciti dalle terme, prendiamo il vecchio tracciato dell’Appia Antica per raggiungere le catacombe di San Callisto. E’ ormai mezzogiorno e quando arriviamo le catacombe sono chiuse, aspettando l’apertura pomeridiana, ne approfittiamo per visitare le Fosse Ardeatine, luogo dell’eccidio nel marzo del 1944 di trecentotrentacinque italiani, all’epoca dell’occupazione nazista. Il luogo è molto toccante e oltre alle cave dove avvenne l’episodio, si possono visitare le tombe dei caduti.

Dopo esserci riposati un’oretta, siamo di nuovo in fila per il biglietto per le catacombe. Ci accompagna padre Paolo e dopo una breve spiegazione sulla storia delle catacombe, scendiamo a dodici metri sotto il suolo. Le catacombe hanno una temperatura costante, sia in estate che in inverno di quindici gradi. Sono un luogo molto suggestivo, formato da un reticolato di passaggi e locali sotterranei, che si sviluppano su diversi livelli. Ci sono molte tombe, singole o di famiglia, riconoscibili poi le tombe dei bambini, piccoli loculi scavati nel tufo.

Terminata la visita e usciti dalle catacombe, prendiamo un pullman al volo che ci riporta in centro, praticamente di fianco al Colosseo. Dedichiamo il pomeriggio al relax, passeggiando per le vie dello shopping. Un ultimo saluto ai maggiori luoghi di Roma, inclusa San Pietro, e verso le sette ci dirigiamo verso casa. Stasera si torna a cenare al Gallobrillo, un ultimo piatto di gricia per onorare la vacanza romana!

Anche questa vacanza è giunta al termine e il bilancio è assolutamente positivo. Roma è una città unica, ricca di storia e monumenti, un città meravigliosa che ci ha lasciato con un ottimo ricordo. L’abbiamo trovata decisamente migliorata e ben organizzata, rispetto a nostre precedenti esperienze. Le persone che lavorano a contatto con il pubblico, parlano diverse lingue, cosa non banale per l’Italia. I diversi siti sono ben organizzati per le visite, ma soprattutto per ricevere milioni di turisti.

Abbiato trovato la città pulita e nei luoghi e nelle piazze principali, abbiamo notato la presenza fissa di polizia locale e la nettezza urbana, sempre all’opera. Nei locali non abbiamo mai avuto la sensazione che si volesse fregare il turista, come invece spesso capita. Le trattorie offrono sia acqua minerale a pagamento che acqua del rubinetto gratis, e anche questo non è banale. Roma è ricca di fontanelle e in ogni dove puoi abbeverarti, l’acqua è buonissima e noi non abbiamo mai speso un centesimo di euro per bere.

Per non parlare della cucina, ci siamo fatti certe mangiate da non dimenticare. Piatti giganti di carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia, giusto la puttanesca è mancata all’appello. Pizza rustica a non finire per pranzo, ottima ed economica, così come i tramezzini. Prezzi ottimi in ogni dove, ad eccezione del caffè shakerato in Campo dei Fiori. Insomma noi che siamo esterofili e in genere apprezziamo di più il Nord, questa volta siamo rimasti incantati da Roma.

Unico neo il traffico e le migliaia di macchine e scooter, che sostano ovunque nelle piazze, nei vicoli o che sfrecciano per le vie del centro. Alcune vie, come quelle dello shopping, dove la gente praticamente cammina per strada e ostacola le macchine, dovrebbero essere chiuse al traffico. Fate attenzione poi agli attraversamenti pedonali, capita che il semaforo verde significhi poco. I mezzi pubblici onestamente non li abbiamo praticamente usati, avendo girato sempre a piedi, quindi non esprimiamo giudizi. Insomma non si finisce mai di imparare.

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